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Il termine Osteopatia, dal greco osteon-osso e pathos-sofferenza, fu introdotto nel campo medico nella seconda metà del secolo XIX° per definire quelle disfunzioni organiche, funzionali o strutturali che coinvolgono l'apparato muscolo-scheletrico. Padre dell'osteopatia fu un medico statunitense, il Dr. Andrew Taylor Still (1828-1917), a cui si deve l'ideazione del concetto di lesione osteopatica e la fondazione della prima scuola di Osteopatia negli Stati Uniti nel 1882. Ad alcuni suoi allievi si attribuiscono poi gli ulteriori sviluppi nell'applicazione delle tecniche manuali sui tessuti miofasciali, sui visceri (tecniche viscerali), e sul cranio (tecniche craniali o cranio-sacrali).

Gli osteopati si riconoscono nella seguente definizione

" L’Osteopatia è una “scienza”, un “arte” ed una “filosofia” che si occupa della salute, sostenuta da conoscenze scientifiche in evoluzione. La sua filosofia comprende il concetto di unità della struttura dell'organismo vivente e delle sue funzioni. La sua specificità consiste nell'utilizzo di modalità terapeutiche che mirano a riarmonizzare i rapporti di mobilità tra le varie strutture anatomiche. La sua arte consiste nell''applicazione dei suoi principi alla pratica medica in tutti i suoi settori e specializzazioni. La sua scienza comprende in particolare le conoscenze comportamentali, chimiche, fisiche e biologiche relative al recupero e al mantenimento della salute così come alla prevenzione delle malattie ed al sollievo del malato."


L'osteopatia si può considerare un’evoluzione della "medicina manuale", ma ciò a molti potrebbe sembrare riduttivo, meglio invece definirla una medicina "olistica". L'approccio al paziente quindi, indipendentemente dalla natura del disturbo che questi possa presentare, che può essere muscolo scheletrico, viscerale ma anche neurovegatativo o cranio sacrale, richiede una valutazione dei vari sistemi non distinta da una valutazione clinica tradizionale. In altre parole si prevede la responsabilità di una diagnosi e di un conseguente corretto protocollo terapeutico. 

La diagnosi osteopatica si fonda sull'analisi del movimento e della sua possibile alterazione (disfunzione o lesione osteopatica). Disfunzione che può interessare singoli segmenti o apparati. L’approccio olistico si fa garante anche di una valutazione globale e posturale. 

La terapia, attraverso specifiche tecniche manuali, deve consentirte sia l’eliminazione delle cause che il superamento della disfunzione o della lesione e di conseguenza il recupero di un'armonia funzionale
 

Cosa cura l’osteopatia

Le indicazioni classiche dell’osteopatia riguardano il sistema muscolo scheletrico,

  • Patologie della colonna (vertebrali e discali)
  • Patologie articolari (piede, caviglia, ginocchio, anca, spalla, gomito, polso .....)
  • Dismorfismi (scoliosi, atteggiamenti posturali scorretti, valgismo-varismo ginocchia)
  • Esiti traumatici (tendiniti,distorsioni, fratture) ma anche problematiche viscerali, circolatorie, genito urinarie e neuro vegetative dell’adulto ma anche del bambino o neonato
  • Disturbi digestivi, disfunzioni gastro esofagee, coliti, esiti di interventi chirurgici
  • Disturbi dell’apparato genito urinario, ad esempio, dismenorrea, incontinenza e disturbi prostatici, naturalmente sempre nell’ambito disfunzionale.